SHIGI – Kagayaita

single cover

Che sia finita o no la carriera di SHIGI, non si sa, noi ci auguriamo di no, però questo è l’ultimo singolo pubblicato (fino ad ora) e datato 18 febbraio 2009. Kagayaita è il secondo singolo di questa cantautrice e la canzone omonima è stata usata come ending theme per l’anime Gintama, facendo oscillare il singolo nella prima settimana di vendita tra la posizione 17 alla 24, per un totale di 11 091 copie vendute.

Kagayaita : l’a-side è possente, decisa, tra il rock e il pop. La cantante ci aveva abituato a ballads molto dolci e ben arrangiate ma anche a brani rock molto aggressivi.. qui invece ha raggiunto un punto di equilibrio tra i suoi generi. Certamente un’ottima ending theme per un anime grazie al trasporto che crea il brano.

Kuroiame : un arrangiamento molto particolare, con un violino che vuole quasi dare un tocco seducente al brano, per poi esplodere in un ritornello rock che mi è piaciuto poco. La cantante infatti passa da una strofa con una parte vocale molto controllata e misurata ad un troppo crescendo di tensioni nel ritornello, che in qualche pezzo mi pare eccessivo.

Un singolo che non mi ha entusiasmato moltissimo, però senz’altro qualcosa di diverso dalle altre uscite. Speriamo di avere presto delle notizie per quanto riguarda la carriera della cantante.

Voto: 6.5

SHIGI – Kyoumei

minialbum cover

Dopo aver recensito il suo primo singolo sotto la Epic Records, JapanPolis vi propone il suo primo minialbum uscito il 12 Novembre 2008, contenente 6 canzoni, tra le quali Shoumei, già uscita come singolo, e una versione alternativa della canzone. Come canzone promozionale, è stata usata Hanare Banare.

Omoi no Mama : subito dopo Shoumei, c’è un’intensa ballad, dove gli archi creano una base perfetta per la voce della cantante, che riesce a trasportarci in sonorità davvero accattivanti. La chitarra elettrica, gli archi e la voce di SHIGI trasmettono davvero delle emozioni.

Shiroi Yami : questa canzone è così intensa che mi sembra del tutto confusionale. La cantante grida la sua frustrazione senza un attimo di tregua, alle spalle un arrangiamento che sembra stare poco dietro ai ritmi imposti dalla cantante. Certo, alla capacità vocale di SHIGI non si può dire assolutamente nulla.

Hanare Banare : calmiamo decisamente gli animi con questo brano pop-rock mid-tempo, che consente all’ascoltatore, che non ha gradito la traccia precedente, di riposarsi le orecchie. È davvero rilassante e una traccia emotiva. Mi piace poco il falsetto della cantante nel ritornello però nel complesso è una canzone molto piacevole.

Boku no Taiyou : un’altra bellissima ballad, ai livelli di Omoi no Mama, dove, al pianoforte iniziale, si aggiungono poi tutti gli strumenti per un crescendo musicale davvero vorticoso.. difficile non rimanere imprigionati da questa traccia.

Shoumei (hikigatari version) : a chiudere l’album ci pensa la versione acustica e totalmente accattivante di Shoumei. La voce dell’artista è davvero suadente e in questa versione intimistica dà davvero i brividi. Sicuramente è riuscita a tirare uscire fuori un altro lato della canzone.

Questa cantante mi ha stupito con le sue ballads: davvero intense e coinvolgenti. Quando si mette a fare rock, escono canzoni piuttosto arrabbiate con forti contrasti musicali, che spesso non risultano geniali. Quando fa ballads, ti trasporta in un mondo tutto suo.

Tracklist :
01 – Shoumei
02 – Omoi no Mama
03 – Shiroi Yami
04 – Hanare Banare
05 – Boku no Taiyou
06 – Shoumei (hikigatari version)

Voto: 7.8

SHIGI – Shoumei

single cover

Dopo essersi autoprodotta un album e due minialbum, la cantautrice rock SHIGI riesce a strappare un contratto discografico alla Epic Records pubblicando così il suo primo singolo il 2 Luglio 2008. Shoumei è la theme song del film Chameleon.

Shoumei : un ritmo possente in cui chitarre ed archi si uniscono perfettamente tra loro. La voce della cantante è molto soave e si contrappone nelle strofe all’intensità melodica della base e del ritornello.  La sua voce è calda, un po’ diversa da ciò che si può sentire nel panorama nipponico, e il tutto rende una buona traccia.

Ai no Rinkaku : la b-side è diversa dall’a-side: atmosfere più placate e dolci, sempre condita da una base raffinata di chitarre. Davvero splendida.

La cantante non è da sottovalutare: riesce a comporre canzoni dannatamente arrabbiate a ballads magiche. Sembra l’inizio di una grande carriera musicale.

Voto: 8.3

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