Kalafina – to the beginning
29 apr 2012 Lascia un commento
in Kalafina Etichette: after eden, hikaru, kajiura, kalafina, keiko, magia, manten, to the beginning, wakana, yuki

cd+blu-ray cover
Decimo singolo per magnifico trio delle Kalafina, che ancora una volta, dopo un anno dall’ultimo singolo e a sei mesi dal magnifico terzo abum After Eden, vogliono stupirci con nuove melodie ricercatissime. Il singolo segue la scia del precedente e nonostante il debutto fuori dalla top 10 riesce a registrare la prima settimana di vendite più alta del gruppo.
La title track fa la sua entrata in modo decisamente maestoso con questa melodia potente, rockish come il singolo precedente ma non troppo. Le voci sono veramente magnifiche e tutte e tre le cantanti hanno la loro giusta parte, adattissima alle loro rare voci. Di certo non è miglior singolo del gruppo, ma riesce comunque a emozionare e a portare ancora una volta qualcosa di diverso nella discografia del gruppo. Manten invece ci offre melodie più folk contornate da un tono drammatico che il gruppo già ci avevo fatto ben sentire nel primo e terzo album in particolar modo. Le voci sono forti, piene di sentimento, adatte ad interpretare questo genere di canzoni, sicuramente molto difficile per la maggiori parte dei gruppo/solisti del panorama nipponico.
Un singolo veramente equilibrato, con due canzoni diverse ma che hanno il loro perché per stare insieme nel disco. L’a-side è sicuramente bellissima, ma non cattura l’attenzione in modo così magnetico come la drammatica Manten. Senza dubbio il singolo è fra i migliori di questo 2012, ma sono sicuro che le abilità di Kajiura Yuki e le voci delle tre riusciranno a superare quest’ultimo lavoro.
Voto: 8.5
Kalafina – After Eden
26 ott 2011 Lascia un commento
in Kalafina

regular edition cover
Terzo album per le Kalafina e la loro compositrice Yuki Kajiura. Uscito lo scorso 21 Settembre, il disco si posiziona terzo in classifica, superando di vendite il precedente Red Moon per un totale di oltre 30.000 copie. Un album sicuramente ben fatto, ben confezionato, ma mai il livello dell’inarrivabile LP dello scorso anno, e adesso scopriremo perché.
Eden, la title track, apre il disco. Una traccia interessante, che con i suoi 5 minuti e 40 riesce a creare un’atmosfera tranquilla, leggera, quasi spensierata. Il ritmo riesce veramente a prendere l’ascoltatore, mentre le voci sono veramente piacevoli e adatte a questa atmosfera quasi paradisiaca. Dall’alto dei suoi 6 minuti invece Sandpiper diventa facilmente il pezzo migliore del disco. Una canzone dal ritmo triste e straziante, ma molto intenso e pieno di magnificenza. Le chitarre e i violini creano un’atmosfera degna del loro nome, che sicuramente con queste ottime prove non può che crescere in positivo. Magia, come già avevo annunciato nella recensione del singolo, è un vero e proprio cambio di stile da parte di Yuki, che offre alle ragazze di cimentarsi in un rock molto affascinante e potente. Le potenti chitarre portano un tocco di gotico nella base, ma le voci intonano una melodia più arabeggiante. Ancora un’ottima prova. Dolce è carina è invece la performance di Kugatsu, che nonostante non sia eccezionale come brano, riesce a fungere da intermezzo fra il precedente pezzo e il prossimo. Le voci sono molto dolci, e riescono a cullare l’ascoltatore in una melodia quasi misteriosa. in your eyes è per me il pezzo peggiore del disco. Sin dal primo ascolto non mi ha affascinato, ma andando avanti ad ascoltarlo è peggiorato fino a quasi odiarlo. Una traccia spensierata, allegra, ma quello che più mi infastidisce è la base elettronica che in certi punti mi sembra molto caotica. Fortunatamente destination unknown riporta allo stile rockish di Magia grazie alla melodia frenetica, piena di chitarre. Le voci delle ragazze sembrano a tratti quasi arrabbiate, ma piacevoli e ottime nel seguire l’incalzante ritmo degli strumenti. neverending invece, senza un buon motivo, è diventata la mia seconda traccia preferita del disco. Calma, spensierata, dolce e ritmata, insomma, una canzone che tanto ricorda i pezzi più euforici dei primi due album, quasi un flashback. Una canzone in pieno stile Kalafina, che riesce ad emozionare specialmente grazie alle melodiose voci. Kotonoha è sicuramente una delle tracce meno rappresentative del disco, e anche meno originali. Data la sua lunghezza rispetto alle altre canzoni la si può prendere come una specie di intermezzo. Le voci sono le uniche cose che riescono ad attirare l’attenzione dell’ascoltatore, mentre la base, già di suo molto “trasparente” passa praticamente inosservata. magnolia attira l’attenzione col titolo molto bello e affascinante, e anche sicuramente grazie ad una base elettronica interessante e frenetica. Le ragazze danno sempre il meglio di loro in queste tracce veloci, e qui lo possiamo sentire bene. Meno impressionante è invece Kagayaku Sora no Shijima ni wa, una classica ballata al pianoforte e archi. Se da una parte l’atmosfera è speciale, magica e misteriosa, nel complesso la canzone non di sicuro al livello delle ragazze che hanno avuto fra le mani brani più significativi. Su Mune no Yukue ho vari dubbi, non riesco a capire se la canzone mi piaccia o no. La base è sicuramente molto leggera e nemmeno troppo speciale, di contro invece le voci sono fantastiche e piene di energia. Una traccia che si apprezza ai primi ascolti, ma di sicuro non è niente di speciale nel complesso. L’inserimento di snow falling mi ha lasciato abbastanza perplesso perché sicuramente è uno dei pezzi peggiori da parte del gruppo. Una canzone banale, noiosa, con delle belle voci si, ma il complesso della canzone rimane a me alquanto scontato e di poco fascino. A chiudere l’ascolto ci pensa symphonia una traccia sicuramente più interessante della precedente. La melodia cresce di minuto in minuto dando il meglio di se solo verso la fine.
Un disco che lascia abbastanza soddisfatto l’ascoltatore, grazie anche alla grande varietà di suoni presenti. Fra alti e bassi l’LP riesce a catturare l’attenzione dei fans, anche se il succo del lavoro non è così memorabile come in quello precedente.
Voto: 8
Kalafina – Red Moon
28 mar 2011 Lascia un commento
in Kalafina
limited edition cover
Secondo album per le talentuose Kalafina, ideate dalla altrettanto brava Yuki Kajiura. Uscito il 17 Marzo dello scorso anno, questo disco si posiziona 5° in classifica, e nelle sue 9 settimane di permanenza vende quasi 28.000 copie. Si tratta di un album stupendo, creativo, influenzato da suoni etnici a suoni pià sperimentali e moderni. Sicuramente uno dei dischi migliori dello scorso anno a livello mondiale, secondo me, e anche uno dei migliori degli ultimi 10 anni in Giappone.
red moon: non ci viene risparmiato niente, e con la title track ad aprire le danze, subito si capisce dove Yuki voglia andare a parare. Una melodia maestosa, lenta e magica. Le voci delle tre ragazze rendono più perfetto il brano, completandolo con sentimento. Una canzone cupa, dove gli archi ne rimarcano l’aria di mistero che pervade la pista e il disco intero.
Hikari no Senritsu: con i suoi suoni fortemente medievali, questa canzone ci riporta indietro in un tempo lontano. Le voci delle ragazze sempre controllate e perfette sembrano fatte apposta per questo pezzo, sembrano quasi cantare in una di quelle spaziose foreste delle leggende medievali, quasi delle fate. Il dettaglio che più salta all’occhio è il meraviglioso assolo di flauto al minuto 2:30.
Te to Te to Me to Me: passiamo a delle influenze medio-orientali, che nell’anno passato sembrano essere state utilizzate molto spesso dai Giapponesi. Questa canzone mi è piaciuta subito dal primo ascolto grazie ai tamburi che creano un’effetto molto sensuale se legati al Sitar che si più sentire in tutta la durata del brano. Le voci delle ragazze si sfumano ad ogni strofa aumentando l’atmosfera seducente e affascinante.
fantasia: ritornando ad un genere più noto al popolo nipponico. Questa canzone dalle chiare melodie graffianti, riporta ad uno stile più rockish, mescolato con qualche leggere influenza electro. Le voci sono molto coinvolgenti, specialmente nel ritornello, dove insieme alle melodie creano un crescendo molto gradevole.
Haru wa Ougon no Yume no Naka: cercando di calmare le acque, questa canzone ci presenta una dolce e lenta melodia. Una melodia molto esigua, composta da un pianoforte, e da degli archi che entrano in azione nei ritornelli. Ascoltare questa traccia è come immergersi in un lago di nostalgia, e le voci lontane ma vicine del trio ne amplificano l’effetto.
Kyrie: cambiano ancora genere, dirigendoci questa volta ad un sound più techno, più futuristico, ma al contempo, attuale. Una canzone dinamica, veloce, potente grazie alle chitarre. Le voci, ben controllate, risultano chiare, limpide. Come dice il titolo (parte di una formula religiosa) in alcuni punti sembra proprio riferirsi al Signore con le sue note alte e terse.
Yami no Uta: e di nuovo, per l’ennesima volta, cambiamo genere e ci accostiamo a qualcosa di più orchestrale. La base è veramente massiccia, piena di strumenti, e ricca di sfumature varie. Il trio però riesce comunque a tenersi sopra la base risultando potente quasi come fossero loro stesse uno strumento. Una flessibilità vocale che non tutti possono vantare.
Hoshi no Utai: con una leggera intro di flauto, sembra riportare il discorso intrapreso con Hikaru no Senritsu, ma subito scopriamo una leggere influenza arabeggiante nella base, e qualche elemento rock. Ancora una volta le voci non ci danno motivo di delusione, come la canzone intera che risulta scorrevole e frizzante.
Storia: e qui finalmente ritornano in tiro i suoni medievali trattati in precedenza. Il sound di questa canzone oltre ad essere leggermente folk, riporta un po’ alla lirica grazie alle bellissime voci. Anche qui possiamo sentire un magnifico assolo di flauto, che quasi fa venire i brividi, anche se non è al livello del precedente. Sicuramente una fra le perle assolute del disco.
intermezzo: un veloce stacco di “pausa” di 2 minuti ci presenta una melodia da carillon, soffice, lieve e pura. Dei suoni molto adatti all’album e alle voci del gruppo.
progressive: con un massiccio uso di sintetizzatori, ci viene presentata una delle canzoni forse meno apprezzate ai tempi della sua uscita come singolo. Ma non è solo una canzone che porta sperimentazioni elettroniche, ma porta anche il suono dei violini e delle chitarre. Una canzone veloce, frenetica, instancabile.
Lacrimosa: finalmente troviamo un’altra ballata. I violini e le voci del trio sono i protagonisti di questo brano, che sembra urlare dolore e disperazione da ogni singola nota. Le voci sono potente, vibranti, come la melodia, che crea un vortice di note sensazionale, quasi magica. Secondo me questa è veramente la perla assoluta del disco, e fino ad adesso la migliore canzone che la Kajiura abbia prodotto per le Kalafina.
I have a dream: a chiudere l’ascolto di questo diamante, ci pensa un’altra ballata. L’ho trovata inferiore rispetto alle altre canzoni, un po’ sottotono. Ma quando si intende sottotono rispetto a questo album si intende una canzone magnifica per il mercato giapponese. Sembra quasi stare a metà fra sogno e realtà, quella sensazione che si ha appena svegliati in una mattina primaverile.
Nel DVD possiamo trovare 4 live, dei 4 singoli usciti. Un bonus prezioso, che mette alla luce in modo ancora più accecante il talento enorme di questo trio. Uno dei dischi simbolo, che il Giappone dovrebbe tenersi caro, perchè andando avanti col tempo, sound come questi saranno sempre più difficili da trovare. Vi consiglio di comprarlo (io l’ho fatto) perchè ne vale veramente la pena.
Voto: 10
*RACCOMANDATO*
Kalafina – Magia
14 feb 2011 1 commento
in Kalafina
cd+dvd cover
Nono singolo per il “magico” gruppo delle Kalafina, che ancora una volta ci impressionano con cambio di stile molto forte, sia musicalmente che a livello di immagine. Eh si, l’a-side si prospetta già dalle cover ad essere qualcosa di veramente molto duro.
Magia: inizia con un sound delle loro voci molto arabeggianti che lasciano spazio subito a delle agitate e potenti chitarre elettriche che ci fanno capire quanto sia cambiata la loro musicale. La canzone ha un non-so-che di gothico che ricorda lontanamente il gruppo Yousei Teikoku. Una traccia molto interessante e attraente grazie alla loro stupenda interpretazione.
snow falling: la b-side sfortunatamente per noi non è così memorabile, anzi, l’ho trovata veramente molto banale e noiosa. Le loro voci sono come sempre molto belle e non si smentiscono mai, ma la base è qualcosa di veramente molto scontato e poco interessante. Di certo per me questa è una delle loro peggiori canzoni.
Un singolo da una parte potente, rock, che mostra la vena più gothic rock delle Kalafina, ma dall’altra parte, noioso, banale, poco memorabile. I loro singoli sono sempre stati molto ben bilanciati, ma non questo che a causa della b-side lascia un po’ di amaro in bocca.
Voto: 6.8
Kalafina – Kagayaku Sora no Shijima ni wa
14 set 2010 Lascia un commento
in Kalafina

cd+dvd cover
Ottavo singolo del magico gruppo delle Kalafina. Rilasciato a distanza di 6 mesi dal precedente e bellissimo album Red Moon. La copertina è molto dark, è si rifà allo stile triste e malinconico della canzone.
Kagayaku Sora no Shijima ni wa: una canzone molto bella e delicata dove le voci armoniose del trio vengono accompagnate da un lento pianoforte e da degli archi che si sentono benissimo all’inizio della traccia e durante i ritornelli. La canzone seppur magica e bella, non impressiona l’ascoltatore che conosce bene il gruppo sapendo che ci sono molte canzone più emozionanti inserite nel loro secondo album.
adore: la b-side possiamo definirla più movimentata della a-side. le voci armoniose delle ragazze, danno un tocco gotico alla canzone, cosa che nella precedente non era molto evidente. Gli archi stavolta si sentono molto bene mentre il pianoforte è un’elemento nascosto. Probabilmente molti la preferiscono alla a-side che dopo un po’ diventa noiosa, ma devo dire che il livello è circo lo stesso.
Un buon singolo dopo un’album di tale portata. Di certo non lo posso definire un calo di qualità perchè è impossibile definire due canzoni così un calo. le canzoni del loro album precedente erano molto più studiate e interessanti, ma non per questo vuol dire che questo singolo sia un fallimento.
Voto: 8.2


















