SHINee – Sherlock
01 mag 2012 Lascia un commento
in SHINee Etichette: clue, note, sherlock, shinee, the first

digital version cover
Uscito fisicamente il 21 Marzo 2012 in Corea, e in tutto il mondo in versione digitale il 19 Marzo, questo quarto mini-album segna il ritorno degli SHINee in Corea dopo un’assenza di 1 anno e qualche mese per la promozione giapponese. Un mini-album interessante, con nuove melodie per il gruppo, ma che forse non convincono pienamente l’ascoltatore. Alla fine del mese di Marzo il disco aveva già venduto più di 135.000 copie solo in Corea.
La title track Sherlock (Clue+Note) è l’unione fra due canzoni diverse fra loro, che sentiremo più avanti nel disco. Una traccia particolare, misteriosa ma movimentata e orecchiabile che ci riporta un po’ verso i brani di inizio carriera per quanto riguarda lo stile. La performance dei 5 ragazzi è più potente che mai, e si riprende finalmente dalla incerta performance del primo album giapponese. La prima delle canzoni che forma Sherlock è Clue che forma la parte essenziale della title track. Il ritornello ovviamente senza l’aggiunta dell’altra canzone suona spoglia e perciò non riesce a prendere molto l’ascoltatore, nonostante abbia comunque un sound particolare e nuovo. La seconda parte della canzone promozionale è Note e la sua versione separata da Clue è qualcosa di veramente triste e povero, se non per il ritornello, il resto della canzone non ha spinta e potenza. Fortunatamente la sua breve durata la rende meno ripetitiva della traccia precedente. Alarm Sigye è composta da Jonghyun e Minho, e al contrario da quanto ci si potrebbe aspettare, il brano è calmo e la sua melodia sensuale ha un lieve rimando al soul. Una melodia da suonare in un bar per intrattenere, e le voci dei ragazzi fanno il loro bel lavoro. La classica ballata non può mancare, e dunque il quinto brano del disco, The Reason, ci offre forse la seconda perla del disco, e uno dei pezzi più belli del gruppo. La melodia è elaborata grazie all’ampio utilizzo di strumenti digitali, ma in ogni caso che lascia spazio alle voci, che finalmente possono far sfoggio delle ottime qualità vocali. La sesta canzone è la versione coreana dello omonima canzone contenuta come bonus track nel loro primo lavoro nipponico. Una traccia movimentata che rende molto di più in questa lingua, un’ottima canzone che senza problemi sarebbe potuta diventare una traccia promozionale. Non è forse così potente per essere ballata, ma musicalmente è un buon lavoro, specialmente nel contesto del disco. A chiudere, e forse era meglio non chiudere, troviamo l’acustica Honesty, traccia che con questo mini-album non ha niente a che fare. Una canzone carina, dolce e rara nella discografia del gruppo. Una canzone che avrebbe fatto un figurone in un album diverso, ma che in questa situazione perde di atmosfera e bellezza.
Tutto sommato devo dire ci troviamo davanti, vocalmente e musicalmente parlando, ad uno dei migliori mini-album del gruppo, anche se per certi versi è incompleto e disomogeneo. In Corea si sente che il gruppo è a suo agio, è questo lavoro ne è una chiara dimostrazione, a differenza di THE FIRST, che pur essendo un album, dunque più completo, dava un effetto meno sicuro e convincente di quest’ultimo lavoro.
Voto: 7-
Kalafina – to the beginning
29 apr 2012 Lascia un commento
in Kalafina Etichette: after eden, hikaru, kajiura, kalafina, keiko, magia, manten, to the beginning, wakana, yuki

cd+blu-ray cover
Decimo singolo per magnifico trio delle Kalafina, che ancora una volta, dopo un anno dall’ultimo singolo e a sei mesi dal magnifico terzo abum After Eden, vogliono stupirci con nuove melodie ricercatissime. Il singolo segue la scia del precedente e nonostante il debutto fuori dalla top 10 riesce a registrare la prima settimana di vendite più alta del gruppo.
La title track fa la sua entrata in modo decisamente maestoso con questa melodia potente, rockish come il singolo precedente ma non troppo. Le voci sono veramente magnifiche e tutte e tre le cantanti hanno la loro giusta parte, adattissima alle loro rare voci. Di certo non è miglior singolo del gruppo, ma riesce comunque a emozionare e a portare ancora una volta qualcosa di diverso nella discografia del gruppo. Manten invece ci offre melodie più folk contornate da un tono drammatico che il gruppo già ci avevo fatto ben sentire nel primo e terzo album in particolar modo. Le voci sono forti, piene di sentimento, adatte ad interpretare questo genere di canzoni, sicuramente molto difficile per la maggiori parte dei gruppo/solisti del panorama nipponico.
Un singolo veramente equilibrato, con due canzoni diverse ma che hanno il loro perché per stare insieme nel disco. L’a-side è sicuramente bellissima, ma non cattura l’attenzione in modo così magnetico come la drammatica Manten. Senza dubbio il singolo è fra i migliori di questo 2012, ma sono sicuro che le abilità di Kajiura Yuki e le voci delle tre riusciranno a superare quest’ultimo lavoro.
Voto: 8.5
Perfume – Spring Of Life
14 apr 2012 Lascia un commento
in Perfume Etichette: communication, jpn, kyary, kyarypamyupamyu, music japan, perfume, spring of life

limited edition version
Siamo al diciottesimo singolo delle famosissime Perfume, gruppo electropop giapponese. Il disco segna il passaggio del trio sotto la casa discografica della “Universal Music Japan”. Sono passati ormai 4 mesi e mezzo dall’uscita di JPN, il terzo album delle ragazze, un disco solido e interessante, come lo sarà questo singolo.
La a-side, Spring of Life, si presenta con una melodia molto orecchiabile e fresco, primaverile in poche parole. Il ritmo incalzante della canzone non può che entrare in testa, come la maggior parte delle canzoni del trio. Le voci, ovviamente coperte come sempre da effetti elettronici, si adatta ottimamente alla base. Verso i 2.30 minuti parte una specie “bridge” che è stato usato nel teaser del video, una parte che con la traccia c’entra poco, ma è veramente dark e interessante, e sarebbe bello vederne uno sviluppo in futuro. Communication è invece l’allegrissima b-side del singolo, e subito si scopre essere una dolcissima canzone simile a Toki no Hari. Devo dire che il richiamo alla giovane Kyarypamyupamyu è più che evidente, ma il trio ha saputo creare un’atmosfera molto più naturale. Non sarà di sicuro la canzone simbolo del gruppo, ma il suo perché, e poi grazie al fatto di essere ridicolmente orecchiabile acquista tantissimi punti.
Ho soltanto ascoltato tutti i singoli della JPN-era, mentre degli altri album i singoli li ho un po’ messi da parte e dunque la maggior parte delle loro b-side mi sono sconosciute (urge un b-side best!!), però basandomi su miei ascolti credo che questo sia uno dei migliori singoli del gruppo. Il singolo infondo sta avendo un ottimo riscontro fra il pubblico, e in 4 giorni è riuscito a vendere oltre 80.000 copie.
Voto: 8+
2NE1 – SCREAM
09 apr 2012 1 commento
in 2NE1 Etichette: 2ne1, collection, fire, m-flo, Remix, scream, verbal

cd+dvd A version
Secondo singolo giapponese per le 2NE1, prima a-side completamente in lingua giapponese. Il la title track e il suo remix sono usciti 14 giorni prima dell’uscita fisica in formato digitale. SCREAM è stato rilasciato in concomitanza con il loro con il loro primo album giapponese “COLLECTION”, ed è forse per questo che il singolo non ha avuto un buon riscontro posizionandosi soltanto 14° in classifica con meno di 6000 copie.
SCREAM è sicuramente una delle canzoni migliori degli ultimi mesi per quanto riguarda il Giappone. Una canzone interessante, in pieno stile 2NE1 con questi pesanti e carichi rap da parte di CL e Minzy. Una traccia piena di personalità che ricalca le loro canzoni precedenti, ma offrendo sempre qualcosa di nuovo e orecchiabile. Il loro giapponese come sentiremo nella b-side però è da migliorare, e l’ho notato io che il giapponese non lo conosco nemmeno un po… FIRE è il remake giapponese della loro canzone di debutto coreana. Senza dubbio essendo la canzone grazie alla quale molte persone hanno conosciuto questo gruppo, in molti la reputano la loro migliore canzone in assoluto, e in effetti non sbagliano. Evitando i pregi innumerevoli di questa traccia passiamo ai difetti. Il giapponese non calza in questa canzone, stona, non riesce a trasmettere la stessa emozione del coreano, e poi la pronuncia che il gruppo non è il massimo e diventa difficile capire cosa stiano dicendo anche con un testo sottomano. Passiamo adesso al remix, vera nota dolente del singolo. SCREAM (m-flo Remix) non è di certo quello che ci si aspetta da un remix di un gruppo del genere, un remix scialbo, fatto in fretta che rovina una perla di canzone. Ma andando oltre alla terribile base usata, il vero danno è il rap di VERBAL, che quando ci si mette riesce a rovinare qualunque cosa! Pessima traccia.
Un singolo molto bella, senza troppi problemi, giapponese a parte, se non fosse per il disastroso remix. Ma essendo agli albori della loro carriera nel Sol Levante questo genere di errori glieli possiamo perdonare, sperando in remake più forti e orecchiabili.
Voto: 7+
Kyarypamyupamyu – CANDY CANDY
04 apr 2012 Lascia un commento
in Kyarypamyupamyu Etichette: candy, kyary, kyarypamyupamyu, moshi moshi harajuku, nakata, tsukema tsukeru, yasutaka

regular edition cover
Dopo il buon successo di Tsukema Tsukeru che fino ad oggi supera le 30.000 copie vendute, esce a 4 mesi di distanza l’attesissimo secondo singolo di Kyary. CANDY CANDY precede di circa un mese e mezzo l’uscita del suo primissimo album.
CANDY CANDY è una canzone molto più tranquilla delle precedente, ma riporta comunque la solita melodia infantile che sembra non stufare mai. La melodia in questo caso, seppur infantile come già detto, ha un feeling più serio, forse a causa dei versi più elaborati. L’arrangiamento è veramente bizzarro, e ha un sapore dolce-amaro molto gradevole. Un’altro buon lavoro di Yasutaka! La traccia di accompagnamento, intitolata Demo Demo Mada Mada, è sicuramente più interessante di Kyary ANAN grazie ad una melodia più elaborata e anche più in contrasto con la relativa a-side. Il ritmo della traccia è frenetico, senza respiro, ma che comunque mantiene quel ritmo fresco che hanno le tracce che la ragazza interpreta. A chiudere ci pensa la migliore canzone del mini-album Moshi Moshi Harajuku, Choudo Ii no (extended). Questa versione estesa non mi dispiace perché alla fine aggiunge solo un minuto di instrumentals e non modifica la traccia originale, dunque, promossa a pieni voti.
Secondo singolo per Kyary che conferma con questa uscita di essere in grado di poter interpretare brani diversi. Due canzoni interessanti da ascoltare, ma anche molto diverse fra di loro, insomma, un ottimo miscuglio. Non credete che a questo punto le prospettive per il vicino album si stiano facendo interessanti?
Voto: 7-
Namie Amuro – Go Round / YEAH-OH
25 mar 2012 1 commento
in Namie Amuro

cd only cover
37° singolo per Namie Amuro. Dopo aver rilasciato nel corso del 2011 due singoli di ottimo successo, e anche molto interessanti per quanto riguarda l’aspetto musicale, il 2012 di Namie sembra iniziare sotto le più rosee aspettative grazie a questo singolo che ancora una volta prende la giusta strada.
Go Round da sfogo alla sua base dall’inizio, grazie ai potenti beat che già all’inizio possiamo sentire nella base. Nonostante si possa sentire l’uso dell’autotune (come poi anche nei singoli precedenti) nelle note più alti, la voce di Namie rimane gradevole come sempre. Il ritornello è veramente orecchiabile grazie alla base ancora più accentuata e potente. Anche la successiva YEAH-OH è un traccia up-tempo, e anche questa canzone è piena di pesanti beat. La differenza di questa canzone rispetto alla precedente è la sensazione di mistero. L’unica nota dolente è quando ripete ‘we’re singing YEAH-OH, singing YE-E-EAH-OH’ perché mi ricorda tantissimo la canzone di Jason Derülo “Don’t Wanna Go Home”.
Ancora un singolo nella direzione giusta devo dire, e dopo aver sentito gli inediti del collaboration album Checkmate, sono curiosissimo di vedere se il prossimo step sarà un nuovo album di inediti, perché potrebbe veramente essere l’album dell’anno in Giappone (dopo Japonesque di Koda Kumi).
Voto: 7/8
KARA – Speed Up / Girl’s Power
25 mar 2012 1 commento
in KARA

regular edition cover
Siamo al sesto singolo giapponese delle 5 coreane più famose del Giappone. Uscito a 4 mesi di distanza dal loro ultimo album di successo nel suolo nipponico, questo singolo raccoglie 2 a-side completamente diverse più una bonus track nella versione limitata. Il singolo in 5 giorni di permanenza in chart vende circa 82.000 copie.
Speed Up si presenta subito come una canzone decisa, dark, come non sentivamo da tempo da parte delle KARA. L’energia delle voci delle ragazze si fonde benissimo con la decisa e movimentata base. Credo che questo sia la loro miglior canzone giapponese dopo Jumping perché finalmente mostrano una presa di posizione più marcata dopo vari singoli più “soft”. Mai avevamo sentito le KARA così sexy in Giappone, se non con alcune cover di canzoni coreane. La successiva Girl’s Power si accompagna da un stile dolce, primaverile, che comunque conosciamo ormai molto bene, specialmente per i lavori delle ragazze nel Sol Levante. L’energia trasmessa dalle voci anche in questa canzone è decisa, ma è mescolata con una melodia molto soft e ariosa. Una canzone veramente carina da ascoltare, specialmente dopo una canzone così movimentata. Nella versione limitata troviamo una bonus track ormai alquanto famosa anche in Giappone: Step (japanese ver.). Uscita l’anno scorso come main track del loro terzo album coreano la canzone fa sfoggio di una convintissima melodia dance anni ’80 che ben si adatta gruppo. Le parole giapponesi si adattano al brano abbastanza bene, e non rovinano la canzone come spesso può succedere a portare canzoni dal coreano al giapponese. Ottima scelta come bonus track.
Finalmente il gruppo rilascia un singolo forte, con delle canzoni che mostrano le diverse qualità delle ragazze. Spero che il gruppo continui su questa strada perché è quella giusta secondo me per fare successo in Giappone.
Voto: 7.5
SDN48 – NEXT ENCORE
15 mar 2012 Lascia un commento
in SDN48

album cover
Siamo al primo album ed ultimo album per il gruppo di ragazze ormai pronte per intraprendere carriere come soliste, modelle e altro, staccandosi definitivamente dall’opprimente marchio delle AKB48. Il disco è composto da 17 tracce, di cui 16 tratte da 4 singoli (b-sides comprese) e un inedito. Le tracce dell’ultimo singolo non sono comprese nel lavoro.
Evito di ripetere i miei pareri sulle prime 12 canzoni perché il mio parere non è cambiato per niente dalla recensione dei rispettivi singoli, e dunque partirò dalla 13esima traccia. Per leggere le mie recensioni dei singoli andate qui: GAGAGA, Ai, Chuseyo, MIN・MIN・MIN. La prima canzone che andremo a ascoltare sarà dunque Kudokinagara Azabu Juuban duet with Monta Mino. Una canzone interessante dal punto di vista musicale, attraente, sensuale, con quel pizzico di classe degli anni passati. Le ragazze hanno una voce molto intensa e piacevole, meno invece Mino Monta che stona nell’insieme. Però non posso apprezzare lo sforzo di cambiare genere e dedicarsi anche a qualcosa di meno dance. Yaritagariya-san (Undergirls Team G) invece si avvicina molto alle precedenti canzoni, specialmente alla canzone GAGAGA. Devo dire che la traccia mi ha impressionato molto perché mi è piaciuta subito, specialmente dal punto si vista vocale. Le ragazze rendono il pezzo più carico e orecchiabile. Si ritorna al genere kayoukyoku con Gamjatang Bojou (Undergirls A). Una traccia veramente molto bella e facile da apprezzare subito ai primi ascolti. Anche qui le voci sono molto adatte a interpretare questo genere, e credo sia la miglior prova delle Undergirls A in questo album. Con un ritmo più latino e movimentato troviamo la penultima canzone Kashasa de Jihaku Suru (Undergirls B). Anche qui la scelta voce e genere musicale si rivela azzeccato, e ci offre infatti una piacevole canzone dal sapore un po’ retrò. Poteva essere un bellissima canzone di addio, ma l’aggiunta dell’ultima traccia 1 Gallon no Ase non ce lo permette. Una canzone che sinceramente non riesco ad apprezzare perché non ha quell’impronta ormai a noi nota del gruppo. Una banalissima canzone dai toni pop allegri e anche un po’ disperati (dal punto di vista vocale). Un chiusura un po’ mediocre devo dire.
Come album devo dire di essere rimasto molto soddisfatto, tutti i singoli (chi più chi meno) mi sono piaciuti molto, e sapere che questo è anche l’ultimo lavoro del gruppo un po’ dispiace. Un disco nettamente superiore a quelli proposti dai gruppi amici delle AKB48 e SKE48.
Voto: 7+
BIGBANG – Alive
06 mar 2012 Lascia un commento
in BIGBANG Etichette: alive, BIGBANG, blue, daesung, G-Dragon, seungri, T.O.P, taeyang

album cover
A distanza di un anno dal loro ultimo lavoro coreano, e a 3 mesi dal loro best album giapponese, finalmente il gruppo è ritornato sulle scene musicali della Corea. Questo quinto mini-album del gruppo, preceduto da vari teaser che hanno aumentato la curiosità attorno al prodotto, sta avendo un buon riscontro fra il pubblico.
Alive è l’intro del disco, è si presenta con un sound molto potente ma non al livello di altre loro canzoni, dove viene ripetuto per tutto il tempo “i’m still alive”. La traccia di apertura secondo me non è il massimo, mi infastidisce questo sound così vorticoso e “sporco”. Passiamo alla successiva Blue, una canzone tranquilla, l’opposto della intro. La semplicità della base e delle voci è la prima cosa che colpisce di questa traccia, e senza dubbio anche le qualità vocali del gruppo che migliorano di uscita in uscita. Le parti rap di T.O.P e G-Dragon sono sinceramente ottime e adattissime a questa stupenda canzone. Love Dust segue la scia della precedente canzone, semplice ma d’impatto. Nonostante ci sia qualche residuo di malinconia nelle voci dei ragazzi, il ritmo più dinamico rispetto alla precedente traccia però maschera un po’ questa tristezza. Per quando mi riguarda questa canzone l’avrei vista più adatta come un duetto fra Daesung e Taeyang. La seguente BAD BOY invece riporta la memoria alle canzoni più hip-hop del gruppo. Il modo in cui i ragazzi interpretano la melodia danno alla canzone una marcia in più che la rende anche sensuale in certi punti, e molto orecchiabile. In questa traccia ho trovato, secondo me, la migliore performance di G-Dragon che ancora una volta mostra le sue ottime doti, mentre, finalmente, a Daesung e Seungri sono state date parti più consistenti rispetto al solito. Ain’t No Fun invece l’ho trovata meno entusiasmante rispetto ai precedenti brani. La melodia come sempre è molto orecchiabile, ma non è niente di speciale. Dopo aver ascoltato varie volte queste canzoni, questa è sicuramente la “peggiore” e forse perché sia a livello melodico che vocale i ragazzi mi sembrano scialbi. Fortunatamente ci pensa FANTASTIC BABY a tirare su il morale, e con la melodia più potente del mini album è sicuramente fra i gioiellini della discografia del gruppo. La canzone ha un ritmo ben scandito e vorticoso che non si può non amare, specialmente apprezzo gli stacchi prima del ritornello che danno enfasi al brano intero. Una fantastica canzone dance da ballare e adorare! A chiudere abbiamo Wings, un pezzo da solista per Daesung. Tutti i fan del gruppo sanno bene che quella di Daesung è senza dubbio la voce più interessante e bella dei BB. La canzone è l’unico pezzo pop del disco, ma avercene di brani come questo! Potente grazie ai suoi elementi rock come le chitarre sicuramente premia la bella voce del ragazzo, e lo mette molto in luce rispetto al solito.
Rispetto al precedente mini-album i BB hanno fatto un salto di qualità offrendo delle canzoni ben pensate e ben assortite fra di loro, merito della libertà che il gruppo ha durante la scrittura delle canzoni. D-Dragon ha messo ancora una volta le mani nelle basi delle canzoni, e devo dire che ha fatto un’ottimo lavoro e col tempo sta migliorando notevolmente. L’unica cosa che vorrei vedere nei prossimi lavori è una presenza più massiccia di Seungri, magari anche in un pezzo da solista.
Voto: 8-
moumoon – No Night Land
24 feb 2012 Lascia un commento
in moumoon

CD only cover
3° album per il gruppo, ad un anno di distanza dal secondo album. Anticipato da 2 soli singoli di discreto successo e da nessun mini album il disco si compone di 10 canzoni, senza intro e altro. No Night Land debutta ad un’ottima 9° posizione e vende in due settimane poco meno di 16.000 copie.
L’inizio del disco è veramente delle peggiori, infatti la disimpegnata e anonima Chu Chu ci si presenta davanti. Una canzone veramente fastidiosa, ma allegra e frizzante grazie anche alla voce sempre molto piacevole della cantante. A seguire troviamo la frizzante e upbeat Yes/ No Continue?. Una traccia pepata, particolare da ascoltare grazie i “beat” della base che si legano perfettamente con le chitarre . La voce di YUKA è infantile in alcuni pezzi, ma non fastidiosa. Jet Coaster si presenta invece con una bella base di chitarre e batteria, segno di cambiamento rispetto ai primi due pezzi. Una traccia bella da ascoltare sul momento, ma che realmente non rimane molto in mente, se non per il fatto di essere la canzone pop/rock del disco. La seguente canzone, Butterfly Effect, ricorda molto il disco precedente grazie a questi suoni un po’ leggeri e morbidi. La voce di YUKA è veramente perfetta anche in questa traccia, nonostante non si tratti di una canzone memorabile. Uta wo Utau invece si presenta come una ballata, molto dolce e rilassata. La base sinceramente non mi ha entusiasmato nemmeno un po’ dal primo ascolto è l’ho trovata un po’ debole rispetto alle ballate proposte in precedenza. Degna di nota è come sempre la performance vocale. Più equilibrata è invece la retrò I found love., che con questo sound jazz molto rilassante e caldo è sicuramente la traccia migliore del disco. La voce di YUKA è fantastica e si immedesima perfettamente nell’atmosfera del genere e del brano. Un cambio completo con Tomodachi/Koibito che offre una allegra canzone estiva molto solare, ma anche troppo simile a Sunshine Girl, cosa che sinceramente non mi va molto giù. Vocalmente non è male, ma non mi entusiasma troppo questa performance vocale, così come la canzone. Bon Appetit invece si presenta con questo sound definito da synths e famiglia bella, che nel complesso non sono male, specialmente dal punto di vista del ritmo. Quello che mi infastidisce della canzone è la voce di YUKA che non è interamente pulita, ma coperta da sintetizzatori e altre bazze varie. Ultima traccia prima della chiusura del disco è We Go, già nota dai tempi del secondo album come intro. Questa versione “extended” non mi dispiace, ma forse era meglio come intro dato che la lunghezza della traccia la rende un po’ noiosa. Ma niente male comunque, anche perché è molto dolce e morbida sia vocalmente che musicalmente. A chiudere l’ascolto ci pensa good night (live studio recording). Una canzone che qui non ci si trova molto bene, perché essendo originale del primo mini album del gruppo come sound non ci azzecca niente. Ma è sempre piacevole ascoltare una così bella canzone, così naturale e spontanea.
Un disco che non mi ha entusiasmato molto, che mi ha lasciato l’amaro in bocca per la scarsità di pezzi. Sinceramente potevano aspettare per far uscire un album, e magari dare spazio ad un EP come è successo per gli altri due lavori. Alcune canzoni sono veramente pessime, altre gradevoli, ma nessuna tocca vertici alti.
Voto: 6+


















