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Alice Nine – “9” (by Narishi)


album cover
recensione scritta da Narishi

“9″ è il nuovo album degli Alice Nine dopo Gemini. Racchiude gli ultimi successi oltre ad una sfilza di nuove canzoni dal ritmo potente. La band ha infatti modificato parecchio il suo sound con questo nuovo successo. Nonostante sia appena uscito, l’album ha già fatto il suo dovere vendendo copie in tutto il Giappone.

Heavenly Tale : fiaba celeste, è un titolo bellissimo. parla della vita di una persona che può essere una fiaba triste o bella, secondo come essa viene condotta. Accenna ad Adamo ed Eva, come passato, e si sprigiona verso un futuro inimmaginabile. il ritmo si basa sui tamburi della batteria e spinge molto sul basso.

The Arc : sound ancora una volta ricco. Il significato non gli si addice, parlando di come un angelo serve il suo Signore.

Gallows : ritmo veramente potente. racconta di come bisogna cogliere l’attimo e di come si deve affrontare il presente per evitare errori futuri. La voce del cantante è qui molto matura e sorpassa il sound con una vocalità molto forte.

Hanagasumi : Vuol dire fiore annebbiato e, come si può intuire dal titolo, parla di fiori. All’inizio sembra una sottile canzone dedicata ad un sentimento come l’amore o la sofferenza ma poi il suono si rafforza. La canzone rimane però triste e lascia immaginare all’ascoltatore il dolore di una donna appassita come una rosa selvatica.

Blue Flame : già conosciuta da un pò e rappresenta la tristezza e il dolore che arde in un corpo umano.
Hello, World: canzone dedicata al mondo. è vivace, veloce e quasi ballabile. ma contemporaneamente ha un senso dolce e caloroso.

Niji no yuki : vuol dire arcobaleno di neve. anch’essa è una canzone già nota qualche mese fa e ha reso l’album ancor più fantasioso.

Linear : Sound simile a vecchie canzoni. Racconta di due innamorati che si tengono la mano per evitare di essere separati. La musica è forte, soprattutto le chitarre, ma la voce del cantante sa essere dolce al momento giusto.

APOCALYPSE [IT'S NOT THE END] : Dal ritmo ricco e feroce, è una canzone che sembra parli di guerra. Di come un cuore può soffrire nel perdere ciò che ama ma, spinto a lottare per difendere, evita a tutti i costi una fine. Canzone davvero meritevole, con il suo suono pressante sulla batteria e con la voce del cantante trascinata dal senso.

Heart of Gold : canzone già nota. E’ ritmata e combacia perfettamente con il significato delle nuove canzoni. Quindi ha fatto la sua parte nell’album.

Subete E : canzone già nota nel periodo di natale. vuol dire ‘a tutti quanti’ e ha un significato profondo e tenero al tempo stesso. Il ritmo è dapprima lento, come se fosse timido, per poi aprirsi in un bel ritmo da chitarra.

Secondo me questo album è bellissimo. Nonostante le canzoni già conosciute, quelle nuove hanno reso il capolavoro un insieme di fantasia e immaginazione. Mi piace molto come si è evoluto il sound della band.

voto: 7.5

moumoon – No Night Land

CD only cover

3° album per il gruppo, ad un anno di distanza dal secondo album. Anticipato da 2 soli singoli di discreto successo e da nessun mini album il disco si compone di 10 canzoni, senza intro e altro. No Night Land debutta ad un’ottima 9° posizione e vende in due settimane poco meno di 16.000 copie.

L’inizio del disco è veramente delle peggiori, infatti la disimpegnata e anonima Chu Chu ci si presenta davanti. Una canzone veramente fastidiosa, ma allegra e frizzante grazie anche alla voce sempre molto piacevole della cantante. A seguire troviamo la frizzante e upbeat Yes/ No Continue?. Una traccia pepata, particolare da ascoltare grazie i “beat” della base che si legano perfettamente con le chitarre . La voce di YUKA è infantile in alcuni pezzi, ma non fastidiosa. Jet Coaster si presenta invece con una bella base di chitarre e batteria, segno di cambiamento rispetto ai primi due pezzi. Una traccia bella da ascoltare sul momento, ma che realmente non rimane molto in mente, se non per il fatto di essere la canzone pop/rock del disco. La seguente canzone, Butterfly Effect, ricorda molto il disco precedente grazie a questi suoni un po’ leggeri e morbidi. La voce di YUKA è veramente perfetta anche in questa traccia, nonostante non si tratti di una canzone memorabile. Uta wo Utau invece si presenta come una ballata, molto dolce e rilassata. La base sinceramente non mi ha entusiasmato nemmeno un po’ dal primo ascolto è l’ho trovata un po’ debole rispetto alle ballate proposte in precedenza. Degna di nota è come sempre la performance vocale. Più equilibrata è invece la retrò I found love., che con questo sound jazz molto rilassante e caldo è sicuramente la traccia migliore del disco. La voce di YUKA è fantastica e si immedesima perfettamente nell’atmosfera del genere e del brano. Un cambio completo con Tomodachi/Koibito che offre una allegra canzone estiva molto solare, ma anche troppo simile a Sunshine Girl, cosa che sinceramente non mi va molto giù. Vocalmente non è male, ma non mi entusiasma troppo questa performance vocale, così come la canzone. Bon Appetit invece si presenta con questo sound definito da synths e famiglia bella, che nel complesso non sono male, specialmente dal punto di vista del ritmo. Quello che mi infastidisce della canzone è la voce di YUKA che non è interamente pulita, ma coperta da sintetizzatori e altre bazze varie. Ultima traccia prima della chiusura del disco è We Go, già nota dai tempi del secondo album come intro. Questa versione “extended”  non mi dispiace, ma forse era meglio come intro dato che la lunghezza della traccia la rende un po’ noiosa. Ma niente male comunque, anche perché è molto dolce e morbida sia vocalmente che musicalmente. A chiudere l’ascolto ci pensa good night (live studio recording). Una canzone che qui non ci si trova molto bene, perché essendo originale del primo mini album del gruppo come sound non ci azzecca niente. Ma è sempre piacevole ascoltare una così bella canzone, così naturale e spontanea.

Un disco che non mi ha entusiasmato molto, che mi ha lasciato l’amaro in bocca per la scarsità di pezzi. Sinceramente potevano aspettare per far uscire un album, e magari dare spazio ad un EP come è successo per gli altri due lavori. Alcune canzoni sono veramente pessime, altre gradevoli, ma nessuna tocca vertici alti.

Voto: 6+

Miss A – Touch

minialbum cover

Le Miss A rilasciano il loro primo minialbum il 20 Febbraio 2012, sei mesi dopo il loro full-lenght album. La lead track è Touch e sta già dominando le classifiche dei siti musicali coreani.

Touch : la base elettronica molto martellante crea un’atmosfera molto particolare, quasi horror, e l’interpretazione delle ragazze aiuta a rendere il tutto. La lead track è molto orecchiabile, aiutata anche dall’uso dell’inglese nel ritornello. Mi entusiasma poco ma tanto di cappello ad un concept nuovo.

Lips : un brano pop-dance che alleggerisce l’atmosfera senza essere però banale. Mi piace molto, l’arrangiamento è davvero curato e ricorda un po’ il loro singolo digitale Love Alone. Un pezzo davvero stupendo.

Rock n Rule : sonorità più fresche e frizzanti per questa traccia davvero spensierata. L’elettronica continua ad essere il genere predominante e anche qui con una base musicale degna di nota. Ottimo il fatto che le ragazze, seppur affrontando questo genere, utilizzino poco effetti strani sulle loro voci, risultando limpide.

No Mercy : continuando il discorso di prima, c’è questa traccia molto leggera. Piacevole l’ascolto ma meno interessante delle precedenti.

Over :  pensavo si arrivasse alla fine del minialbum con una ballad ma è un pezzo electro-dance con un ritornello martellante che si stampa in testa. Molto simpatica, davvero.

Per quanto mi riguarda, ho apprezzato la direzione presa in questo minialbum, in quanto Love Alone mi era piaciuta davvero tanto mentre il loro primo album no, perchè qui hanno proseguito il discorso dell’elettronica. L’unica nota è la lead track: nel minialbum ci sono pezzi che secondo me avrebbe fatto più successo.

Voto: 7.4

Meisa Kuroki – UNLOCKED

UNLOCKED

regular edition cover

Il secondo album di Meisa Kuroki è stato rilasciato oggi 15 Febbraio 2012 dopo l’uscita nell’anno precedente di tre singoli abbastanza fortunati, quali One More Drama, Wired Life e la doppia bside Woman’s Worth/Breeze Out. L’album è stato pubblicato in tre versioni, CD, CD + DVD A con i PV rilasciati finora e CD + DVD B con la registrazione del concerto che l’artista ha tenuto quest’autunno. L’album ha debuttato al settimo posto dell’Oricon Daily Charts e sembra non abbia risentito del matrimonio-lampo con Jin Akanishi e della notizia della sua gravidanza.

Hit The Road : la canzone, utilizzata anche nella CM della casa automobilistica Subaru, è molto fresca e frizzante, la sua voce risulta molto matura, per un brano electro-pop molto frivolo e leggero.

Shake It Off : questo brano è invece con più spessore, che ricorda brani precedenti dell’artista. Una base elettronica con ritmi urban rende la melodia molto sensuale e la voce della cantante suona perfetta e più sicura.

Wired Life : l’aside del più famoso dei suoi singoli usciti nel 2011. Un brano pop a cui si affianca un ritornello molto convincente e melodico ad un’intensità crescente del brano generale.

One More Drama : un’altra aside del 2011 dalle sonorità latine. Questo brano ha un ritornello molto piacevole, che invoglia l’ascoltatore ad un altro ascolto. Un flamenco un po’ elettronico.

Take Me Away : l’elettronica continua da padrone in questo album rallentando un pò i ritmi con un brano pop mid-tempo. Davvero un ottimo brano, molto affascinante. Se qualcuno mi chiede di Meisa Kuroki, questa canzone è una delle prime che farei ascoltare.

Flashlight : invece questa traccia mid-tempo la trovo un po’ troppo leggera rispetto alla precedente. Più pop nello spirito. Un ascolto comunque piacevole, ho apprezzato l’arrangiamento molto curato.

Woman’s Worth : qui forse vado un po’ controcorrente nel dire che a me questa canzone piace. E pure tanto. Ha le sue pecche, per carità, ma quelle due frasi rappate mi sono entrate in testa. E forse, proprio l’argomento trattato, quello del “valore delle donne”, prende punti.

Breeze Out : questo brano rappresenta secondo me un po’ tutte le caratteristiche dei brani di Meisa: un falso rap, un’intensità nelle strofe, un ritornello orecchiabile, il tutto su una base electro-pop. E’ molto trascinante, soprattutto grazie all’atmosfera imponente.

LAST CODE : quella che sembrava nei primissimi secondi una ballad, è invece un brano sensuale, quasi come quelli di hellcat e Attitude, ma più maturo e soprattutto più curato.. non una sensualità buttata là. Un brano che gioca sull’effetto sorpresa. La sua voce soprattutto è perfetta e non la “appesantisce” con la sensualità.

Happy to be ME : una ballad dall’argomento diverso dal solito, non un amore finito ma l’accettazione di se stessi. Mi piace, inoltre attendevo una ballad per sentire meglio come fosse aumentata la bravura di Meisa nel canto e, sebbene non sia una traccia da archi e violini ma con effetti elettronici, mi sento di dire che è davvero migliorata.

Parade : finalmente un brano dalle sonorità un po’ diverse, un esperimento ben riuscito. Una traccia pop-dance dal motivo molto accattivante e con l’aggiunta di una chitarra vintage. La melodia sembra salire in una spirale.

S.O.S -Watashi Sagasanai de Kudasai- : un altro esperimento (e per esperimento si intende una canzone fuori dal genere dell’artista, un brano sopra le righe) ben riuscito è rappresentato da questa traccia molto particolare. È molto frenetica, per rendere ancora più l’idea della situazione precaria, dove serve un aiuto. L’arrangiamento è frizzante invece, un brano dalla doppia personalità insomma.

Upgrade U : la bside di Wired Life in questo contesto dell’album sta benissimo. Un’altra ottima traccia elettronica.

Aimai de Zeitaku na Yokubou : e finalmente arriviamo alla vera ballad dell’album. Una ballad dolce, intensa, e allo stesso tempo forte. Sebbene in certi passaggi mi sembri un po’ fiacca, non nella voce, ma nel complesso, mi piace, pensavo potesse svilupparsi in maniera peggiore.

Le aspettative c’erano, c’era anche, a dir la verità, un po’ di paura per gli inediti, paura che si è rivelata del tutto infondata. Purtroppo la carriera dell’artista non si sa quale piega prenderà, soprattutto quella musicale, ma le auguriamo un grande in bocca al lupo e speriamo che torni a fare di nuovo musica prestissimo perché questo album è decisamente il passo avanti che ci aspettavamo dall’artista.

Tracklist:
1. Hit the Road!
2. Shake it Off!
3. Wired Life
4. One More Drama
5. Take me Away
6. Flashlight
7. Woman’s Worth
8. Breeze Out
9. LAST CODE
10. Happy to be ME
11. Parade
12. S.O.S -Watashi Sagasanai de Kudasai-
13. UPGRADE U!
14. Aimai de Zeitaku na Yokubou

Voto: 8.3

B.A.P. – Warrior

single cover

La TS Entertainment propone una boy band, i B.A.P., che affiancheranno le loro label mate Secret nel panorama musicale coreano. I ragazzi hanno avuto un debutto coi fiocchi rilasciando il primo singolo Warrior il 26 Gennaio 2012.

Burn It Up (Intro) : l’introduzione è molto grintosa, all’insegna del’hip hop. I ragazzi dominano la base musicale con il loro rap aggressivo e sfoggiando anche un talento nel canto melodico.

Warrior : è una dance electro-hip hop, come l’intro molto aggressiva, arrabbiata. Ritengo che ha pochi “appigli” di orecchiabilità, ma sicuramente la carica che trasmette all’ascoltatore non passa inosservata. Tanto di cappello a ZELO: quindici anni e un rap così veloce che pensi “Ma come fa?”

Unbreakable : calmiamo un po’ gli animi, si fa per dire, per una traccia urban-hip hop mid-tempo, con una melodia davvero trascinante. Un ottimo brano, quasi meglio di Warrior, sarebbe carino se lo promuovessero.

Secret Love (feat. Secret’s Jieun) : il singolo si chiude con questa canzone molto romantica, che contrappone le voci maschili del gruppo e la voce bellissima di Jieun, con il rap trascinante dei rappers del gruppo. Carina, rimane un po’ sottotono visto che crea un’atmosfera che ha poco a che vedere con la rabbia/carica espressa dai brani precedenti.

Un debutto col botto, sicuramente. Mi è piaciuto questo singolo, non è il classico singolo da debutto ma sarà anche difficile eguagliarlo. Vediamo come andrà.

Voto: 7/8

Miryo – Miryo AKA Johoney

album cover

Dopo il debutto solista di Narsha e Gain, ora tocca ad un’altra Brown Eyed Girl: Miryo. Rapper del gruppo, rilascia sotto un’altra casa discografica, il suo primo album il 1 Febbraio 2012. Andiamo a sentire.

Party Rock (Feat. Leessang’s Gary & THE KOXX) : la traccia d’apertura è un pezzo molto elettronico, dove Miryo ci trascina col suo rap nell’ascolto del brano. Molto frizzante e, appunto, trascinante, da un arrangiamento molto ben riuscito, è la traccia ideale per invogliare l’ascoltatore. E poi la sua velocità nel rap.. wow.

Dirty : la lead track è il brano un pò inferiore alle altre tracce dell’album. Ancora le sue abilità nel rap sono la colonna portante a questa canzone, dal ritornello molto commerciale e fresco e dalla base pop-rock.

I Love You, I Love You (Feat. Girls’ Generation’s Sunny) : questo è il classico brano “rap duro e crudo associato ad un ritornello melodico” dove Sunny delle SNSD si riscopre in un’incredibile veste di vocalist. Ottima Sunny, una splendida meraviglia non prevista.

Revenger (Feat. Rude Paper) : questo brano è molto maturo, molto carico di pathos che sfocia nel ritornello cantato da Rude Paper. L’aggettivo perfetto per questo brano è: drammatico. Molto scenico. Sebbene non sappia il coreano, sento la rabbia nell’interpretazione di Miryo.

Leggo (Feat. Brown Eyed Girls’ Narsha) : un brano che si trova a metà strada musicalmente tra Dirty e Revenger. Pop anche qui, elettronico quanto basta. L’unica pecca che trovo in questo album è Narsha, molto fiacca, forse anche volutamente.

Un album ben equilibrato e coerente, molto più gradevole di quello delle sue compagne. Inoltre, penso proprio che questo sia il giusto album per una rapper, soprattutto ad un primo esperimento come solista (e non faccio nomi.. HyunA).

Voto: 8

Misaki Iwasa – Mujin Eki (Limited Edition)

limited edition cover

Primo singolo per la 17enne Misaki Iwasa, cantante facente parte del super gruppo AKB48 e del sottogruppo Watarirouka Hashiritai 7. Questa pubblicazione ci mostra che il talento all’interno del super gruppo c’è, ma purtroppo è oscurato dalle persone più famose del gruppo. La ragazza si è buttata su un genere che a me non è molto conosciuto, ma che non posso che apprezzare: il genere enka.

Mujin Eki si presenta subito con una melodia invernale, ma trascinante. La presenza delle chitarre rendono la canzone più calda, ma quello che veramente spunta all’orecchio è l’eterea voce della ragazza che sembra districarsi benissimo in questo genere. La canzone è veramente molto matura, specialmente per quanto riguarda voce e base. Heavy Rotation è una versione enka delle famosa canzone delle AKB48. Sicuramente una delle canzoni più deboli del singolo perché priva la canzone della giocosità originale, dell’allegria e di tutti gli elementi che la rendevano una bella traccia. Tsubasa wo Kudasai invece ha un sound più classico e anche più adatto alla ragazza. La canzone mantiene quel tono invernale e freddo, e anche vocalmente la ragazza sembra lontana e fredda. Una canzone veramente carina, quasi natalizia se si fosse aggiunto qualche elemento che movimentava la situazione. A chiudere l’ascolto del singolo ci pensa Seto no Hanayome che mostra un lato più primaverile e sicuramente più accogliente dei precedenti pezzi. Ancora una volta la ragazza mostra una buonissima dote vocale che rende il pezzo piacevole. Una melodia che ci trasporta lontano, negli anni ’60/’70.

La ragazza ha mostrato veramente una buone dose di talento, e andando avanti su questi passi potrebbe creare una carriera veramente interessante sulla quale concentrarsi. Spero che i prossimi lavori mostrino un lato più carico della ragazza!

Voto: 6/7

girl next door – Agaruneku!

CD+DVD (music video) cover

A nemmeno 8 mesi di distanza dal piacevole Destination, esce il quarto album del gruppo. Un album che è stato anticipato da singoli interessanti e piacevoli, forse anche fra i migliori del gruppo, singoli che in ogni caso sono passati inosservati al pubblico giapponese. Inosservato è passato anche l’album che purtroppo ha debuttato proprio ai margini della top 20 con poco più di 10.000 copie vendute in totale.

La divertente Dada Para!! ci si presenta subito, dando una buona speranza per l’ascolto del disco. Una canzone veramente piacevole, che lascia subito spazio a No. 1 che ne segue le orme. Con una base meno elaborata, la canzone riesce comunque a mantenersi sui livelli ariosi e divertiti della prima canzone. La parte vocale di CHISA riesce a farsi notare molto bene grazie ad una performance energetica. Summer Time invece dà sfoggio di una leggera e dolce base trance che ricorda molto il secondo album. La ripetizione degli yeah durante i ritornelli comunque sono fastidiosi e peggiorano la scorrevolezza del brano. La successiva Boogie-Woogie Night invece riporta un po’ di sana allegria con questo ritmo disco anni ’80. Secondo me è una delle canzoni migliori del disco! Le successive Kimi no Moto e e Kimi no Tomodachi invece si presentano con un sound che non ci è nuovo. L’ombra del primo disco è sempre presente nei loro lavori, ma qua si sente più che in altre canzoni. La prima si presenta con un ritmo allegro e festaiolo, mentre la secondo è lenta, di poco conto. Entrambe canzoni facilmente dimenticabili. Nonostante i suoi 9 minuti ROCK YOUR BODY EXTENDED e il suo ritmo pazzo, frenetico e elettronico danno una bella dimostrazione di originalità del gruppo. La canzone migliore di tutto l’album. my own path ci stupisce ancora di più offrendo un brano trance molto elaborato che ricorda un po’ Guuzen no Kakuritsu, ma dalla quale si distingue molto grazie alle aggiunte elettroniche molto interessanti. Zutto può essere facilmente eliminata dal disco, dato che ci troviamo davanti ad una traccia banale, di poco conto, che riprende le melodie del primo album senza uno sprizzo di originalità. Tutt’altra cosa è invece Kiss Kiss Kiss che con questa melodia misteriosa ricorda il precedente Destination. Una traccia che non è brillante, ma dopo alcuni ascolti riesce comunque a rimanere in testa. Anche Yume no Hana si presenta in modo originale. Grazie al ritmo spensierato, primaverile, non sembra nemmeno una canzone del gruppo. Una canzone che nel complesso si lascia apprezzare, anche se l’ascoltatore più esperto sulle melodie del gruppo ne può rimanere stupito. Your Story si presenta in modo coerente con l’immagine del gruppo, descrivendo un po’ come una storia musicale, il percorso del gruppo. Nonostante la piacevole presenza della chitarra, la canzone non riesce a  sorprendere, specialmente dal punto di vista vocale. I toni invernali di snowflakes chiudono l’ascolto del disco. Anch’essa non riesce a spuntare nell’album, dato che il tema invernale della traccia non è stato portato avanti con originalità, ma facendola sembrare simile ai primi due lavori del gruppo.

Un album che sinceramente mi ha deluso, se guardo i singoli rilasciati in precedenza, ma che comunque guardando l’album complessivamente, il mio giudizio è sufficiente. Un miscuglio di melodie vecchie e nuove, che sono state elaborate in modo frettoloso e poco incisivo.

Voto: 6.5

Mami Kawada – Serment (by Miharu)

single cover
recensione scritta da Miharu

Dodicesimo singolo per Mami rilasciato il 1 febbraio 2012, che propone due canzoni nel pieno stile della cantante. L’a-side è stata utilizzata come opening dell’anime Shakugan no Shana III. A giudicare dalla cover, molto bella, mi aspettavo una ballata: e invece ci troviamo davanti a due tracce estremamente rock.

Serment è un perfetto mix di rock ed elettronica, e gli archi in sottofondo donano alla canzone un’aria malinconica. Il ritornello è molto orecchiabile, e nel complesso risulta una traccia ben costruita.
u/n è meno dura della precedente, ma chitarra e batteria non mancano. Qui la parte elettronica è meno accentuata, e la musica ha un tono più “dolce” nelle strofe. Pur essendo una b-side non si dimostra di livello inferiore alla a-side, anzi.

Seguono “Serment -instrumental-” e “u/n -instrumental-”, le immancabili versioni strumentali dei rispettivi brani, dove possiamo apprezzare pienamente i bravi musicisti che accompagnano la cantante.
Mami Kawada dà prova ancora una volta del suo talento, senza discostarsi molto dal suo stile è riuscita comunque a creare un singolo fresco e di buon livello. I testi come sempre sono stati scritti dalla cantante, anche se non disponendo delle traduzioni non posso dare un giudizio su quelli.
Essendo un singolo di solo due tracce non me la sento di dare un voto più alto, ma un otto è più che meritato.

Tracklist:
1. Serment
2. u/n
3. Serment -istrumental-
4. u/n -instrumental-

Voto: 8

SHINee – THE FIRST

limited edition SPECIAL BOX cover

Dopo tre singoli di ottimo successo anche per gli SHINee è arrivato il momento di pubblicare il loro primo album Giapponese. La tracklist comprende 6 canzoni coreane nella loro versione giapponese, e 6 canzoni, più una nella regular edition, originali. Uscito il 7 Dicembre 2011 fino ad oggi l’album ha venduto oltre 100,000 copie.

LUCIFER è la prima canzone che ci troviamo davanti, ed è anche stato l’ultimo singolo promozionale del disco. Se la base è la parte migliore della traccia grazie ai suoi potenti beat, la parte vocale è invece quella più deludente. Il giapponese non è la lingua adatta per questa canzone, e infatti la versione originale in coreano è molto più fluente. Segue Amigo, la cui versione originale in coreano è contenuta nel primo repackage album del gruppo. La canzone non è niente di speciale, e anzi il ritmo della canzone suona un po’ banale se affiancata alla canzone precedente, mentre la parte vocale qui è molto più interessante. La canzone di suo non ha un gran impatto nell’LP, forse anche per la sua breve durata. Juliette è invece la terza traccia del disco, e versione giapponese della traccia contenuta nell’EP coreano ROMEO. La canzone è forse una delle mie preferite del gruppo, grazie a questo ritmo così originale, che ti prende subito. Anche vocalmente i ragazzi non scherzano e mostrano tutte le loro qualità migliori. Arriviamo finalmente al primo inedito, e BETTER si presenta subito come una ballata, la prima del disco. Una ballata secondo poco incisiva e anche poco interessante. La base elettronica non si addice alle voci dei ragazzi in questo caso, che tra l’altro sembrano sforzarsi in certi punti. Una canzone che poco emoziona e poco prende. To Your Heart è una canzone molto più interessante, con una leggera influenza anni ’90 nella base. Il ritornello sicuramente è la parte più bella del brano. Nel complesso questa canzone è sicuramente più incisiva, ma rimane comunque sulla linea della sufficienza. Always Love è un’altra canzone lenta, che sinceramente è quella peggiore di tutto il disco. Una base così banale e poco costruita di certo non si addice al gruppo che è sempre molto potente. Fortunatamente ci pensa il primo singolo promozionale del disco, e anche canzone di debutto coreana. Replay -Kimi wa Boku no Everything- con questo ritmo così leggero e arioso non può che conquistarti, e il fatto che le lyrics giapponesi non intacchino per niente la fluidità della traccia è un punto in più. I fan più attaccati al gruppo di sicuro avranno notato il miglioramento vocale del gruppo rispetto al debutto avvenuto ormai 4 anni fa. START con questo suo sound R&B che rimanda tantissimo agli USA, di certo non è qualcosa di superbo. La base è un po’ spoglia, e dopo vari ascolti sono arrivato alla conclusione che manca qualche elemento per renderla più decisa. A seguire troviamo Love Like Oxygen, una delle canzoni più particolari dell’intera discografia del gruppo. Con questo ritmo un po’ anni ’80 la canzone conquista subito, specialmente la versione giapponese che ho trovato molto più fluente nell’ascolto. Anche Hello, versione giapponese dell’originale coreana, non mostra talenti in più di quelli già esibiti durante le altre canzoni. La leggerezza della canzone conquista subito, anche perché il testo della canzone è molto dolce. Una canzone piacevole all’ascolto, che non stufa subito, ma che purtroppo non mostra nessuna qualità eccezionale. Anche la penultima canzone è qualcosa di non originale. The SHINee World è una traccia molto godibile da vari punti di vista, a partire dalla parte vocale e finire con quella strumentale, che pur non sviluppandosi in modo eccezionale, riesce comunque a entrare in testa. A chiudere l’album ci pensa Seesaw, sicuramente una delle tracce più belle del disco, che anche se con una breve durata riesce comunque a scavare un punto di forza nel disco. Si distacca dall’album ma è una canzone veramente eccezionale secondo me, specialmente grazie ai potenti beat e alla base potente e forte.

Un disco di presentazione al pubblico giapponese un po’ sottotono rispetto a quello che hanno offerto al pubblico coreano. Le versioni giapponesi ormai sono una scelta di mercato precisa e molto seguita, ma che nel complesso non può offrire molto. Gli inediti sono un po’ scarsi, ma le carte in regole ci sono per fare qualcosa di buono.

Voto: 6.5

 

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